Camminata Brughiera del Vigano

Camminata Brughiera del Vigano

03.04.2011 -

Gli Amici del Ticino e  il Parco del Ticino organizzano  Domenica 3 aprile una facile passeggiata con the e merenda finale attraverso i boschi della Brughiera del Vigano e del Campo dei Fiori fino alla tenuta Casone-Montelame a Pombia.

Ritrovo : ore 14,30 alla Cappelletta all’inizio del sentiero della Brughiera del Vigano ( SP 27 Somma Lombardo – Sesto Calende – bivio per Coarezza – vedi cartina )
Lunghezza : 8 Km
Tempo di percorrenza: 2 ore circa
Merenda e the’: ore 16,30 alla Cascina Montelame nei locali della vecchia selleria
Informazioni ed iscrizioni : Amici del Ticino 3356825354
LUOGHI DI INTERESSE

LA BRUGHIERA DEL VIGANO
: E’ un ambiente rilassante e di rara
bellezza situato sul terrazzo fluviale che si affaccia a picco sul fiume. La
brughiera è caratterizzata dalla presenza di una specie particolare di pino
- il pino rigido – facilmente riconoscibile per i ciuffetti di aghi che crescono
anche sul tronco. All’interno del bosco si trova un masso erratico - il “ sass
di biss “ - . ornato di coppelle votive.
DIGA DI PORTO DELLA TORRE : Costruita nel 1956, serve ad alimentare, grazie ad un innalzamento del livello del fiume di 6,5 m, il canale Regina
Elena che irriga tutta la pianura a nord di Novara fino al Sesia e svolgendo un’azione sussidiaria al Canale Cavour. Il salto d’acqua è pure sfruttato per la
produzione di energia elettrica. L’invaso che si è formato a monte dello sbarramento ha definitivamente cancellato le impetuose rapide della Miorina che
tanti problemi ponevano alla imbarcazioni che fino all’inizio del secolo scorso navigavano sul fiume dirette verso Milano o il Lago Maggiore. La località
deve il suo nome al porto natante che univa la sponda di Varallo Pombia con quella di Somma Lombardo. L’edificio del porto ( Ca Gialla ) è ancora
riconoscibile sulla sponda lombarda, anche per la presenza di un enorme esemplare di pioppo cipressino.
IL SENTIERO DEL BELVEDERE DELLA BARAGGIA : Si imbocca dalla SS 336 svoltando a sx al termine della prima salita dal Ponte di Porto della
Torre: consente di guadagnare la cima del terrazzo ( regione della Paniscera ) tenendosi a ridosso del fiume che qui scorre 50 m più in basso. Lungo il
sentiero si incontrano numerosi punti panoramici.
CAMPO DEI FIORI : E’ uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del Parco del Ticino. In mezzo ad un bel bosco composto da castagni misti a pini e roverelle, spuntano una serie di cumuli di ciottoli di fiume, la cui origine è sconosciuta: si tratta di un’antica miniera d’oro ( simile a quella della Bessa di Ivrea ), sono il risultato di bonifiche agricole oppure sono opera della natura ? Il mistero non è ancora stato svelato.
IL TOMBONE DELLA ROGGIA MOLINARA DI OLEGGIO : ai piedi della collina del Campo dei Fiori, in località Tombone, si incontrano le complesse opere di presa di due antichissime rogge che derivano le loro acque dal Ticino: la Roggia Molinara di Oleggio e la Roggia Simonetta.La più importante delle due è senz’altro la Roggia Molinara di Oleggio, scavata anteriormente al XIV secolo, che con un percorso di circa 15 Km ed una portata di 7 mcsec bagna le campagne della Valle del Ticino fino a Cameri, dove ha termine nel Naviglio Langosco. Lungo il suo tracciato, la Roggia alimentava 8
mulini che sfruttavano la forza motrice dell’acqua per macinare le farine. Con l’avvento dell’industrializzazione alcuni sono stati utilizzati e riconvertiti per fornire forza motrice a tessiture, filature, segherie, e per produrre energia elettrica. La Roggia Simonetta, compiendo un percorso di un paio di chilometri, bagna invece i prati intorno alle cascine Casone e Montelame. Le due rogge derivano le loro acque dal fiume mediante uno sbarramento mobile in ciottoli. La filarola - così viene chiamato questo tipo di sbarramento in termini tecnici - viene abbattuta in occasione di ogni piena piena del fiume ed ogni volta ricostruita.
LA TENUTA CASONE-MONTELAME ( 210 ettari di superficie, di cui 160 a bosco e 50 a prato ) è situata nel comune di Pombia all’interno di una delle grandi anse che il fiume disegna durante il suo percorso attraverso le colline dell’anfiteatro morenico del Lago Maggiore. La proprietà è stata acquistata dal Parco del Ticino nel 2002 da un’asta fallimentare. Non vi si può accedere con automezzi, ma solo a piedi o in bici. Comprende una vasta zona agricola con prati e recinti per i cavalli, boschi, brughiere e tre edifici oggetto negli anni ‘90 di importanti opere di ristrutturazione: a sud, proprio nei pressi della Roggia Simonetta, la Cascina Casone ed il Mulino dell’Adorata, più a nord la Cascina Montelame, dotata di stalle, di un grande galoppatoio coperto e
dal 2009 anche di un impianto fotovoltaico.




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