Dai Fontanili di Rho al Ticino
Dai Fontanili di Rho al Ticino lungo l'alzaia del canale scolmatore di Nord -Ovest
Domenica 10 aprile 2011. Ritrovo : ore 8,45 Stazione FS di Trecate - ore 8,57 Partenza Treno - ore 9,05
Magenta - ore 9,23 Rho
Lunghezza : 50 Km
Visite guidate: Museo Agricolo di Albairate e Castello Visconteo di
Abbiategrasso
Informazioni ed iscrizioni : Amici del Ticino 3356825354 – info@amiciparcoticino http://www.amiciparcoticino.it
LUOGHI DI INTERESSE :
I FONTANILI DI RHO : A Rho nel Parco Agricolo Sud Milano, si trova uno dei più
monumentali complessi di fontanili ancora attivi in provincia di Milano. L’'area, fino a poco tempo fa degradata, è stata oggetto di importanti interventi di rinaturazione e di piantagione di boschi e siepi in sinergia tra Parco,l Comune e Legambiente Lombardia. . Il Parco dei Fontanili si estende per oltre 16 ettari ai confini dei comuni di Rho, Pero, Cornaredo e Settimo Milanese. I fontanili, con la loro ricchezza d’acqua proveniente dalla falda sotterranea, hanno contribuito nei secoli a rendere fertile la pianura padana: si tratta infatti di acque particolarmente adatte all’uso agricolo che
mantengono per tutto l’anno una temperatura costante tra i 10 e i 14
gradi.
IL CANALE SCOLMATORE DI NORD OVEST : è un canale artificiale costruito tra il 1958 ed i 1980 con la funzione di intercettare le piene dei corsi d’acqua
che da nord e da ovest confluiscono verso Milano, limitando il rischio
di esondazioni all’interno della cerchia urbana dove questi fiumi
scorrono per lo più sottoterra. Il CSNO è costituito da due rami
distinti: il “ Seveso “ che raccoglie le acque di piena del Seveso e
dei torrenti delle Groane (Lura, Pudiga, Garbogera, Guisa e Nirone) e
l’ “ Olona “ che raccoglie le acque di tale fiume. I due rami
confluiscono in corrispondenza del nodo idraulico di Vighignolo
(Settimo Milanese) da dove le acque vengono ripartite tra il Deviatore
Olona (che recapita le sue acque nel Lambro Meridionale in località
Conca Fallata) e la prosecuzione del CSNO fino al Ticino all’altezza
di Abbiategrasso.
IL CASTELLO VISCONTEO DI ABBIATEGRASSO : è tornato visitabile dall’ ottobre 2009 quando sono stati completati importanti lavori di restauro all’edificio
che è tornato in parte al suo splendore originario. Il Castello fu fatto costruire nel 1382 da Gian Galeazzo Visconti e fatto abbellire dopo il 1438 da Filippo
Maria Visconti. Venne strategicamente costruito in asse con il Naviglio Grande e con la strada di collegamento Milano-Vigevano. La struttura è molto
semplice, a pianta quadrangolare, circondata da un fossato, con torri poste agli angoli del medesimo, e dotata anche di un elegante cortile porticato.
Ospita la Biblioteca comunale e importatnti spazi espositivi. Gli interni sono arricchiti da affreschi originali di diverse epoche, ove è possibile leggere anche
il motto visconteo "A bon droit". Curiosa è anche l'ala est, ultimo piano, un tempo destinata a carcere, ove ancora si possono ammirare i graffiti dei
prigionieri che vi furono rinchiusi.
LA CENTRALE IDROELETTRICA “ LUDOVICO IL MORO “: costruita nel 1904, in funzione dal 1906, rappresenta un bellissimo esempio di archeologia industriale. Si tratta di un edificio in stile liberty di grande eleganza i cui edifici sono arricchiti con fregi in cotto, decorazioni in rame e vetrate colorate tipici degli inizi del ‘900. Le strumentazioni e le strutture dell’impianto storico sono ancora visibili e ben conservate accanto ai moderni impianti funzionanti. Per la produzione di energia idroelettrica, la centrale utilizza parte delle acque del Ticino
IL NAVIGLIO SFORZESCO: è - insieme al Naviglio Grande ed al Naviglio Langosco - una delle antiche utenze del Ticino. La sua costruzione venne iniziata tra la fine del 1300 e l'inizio del 1400 a spese del comune di Vigevano sotto il duca Filippo Maria Visconti e si chiamava allora Navigium Viglevani o Naviglio del Comune. Il canale risultò però di portata e di lunghezza insufficiente. I documenti storici riferiscono che nel giugno 1463 il Comune di Vigevano donò (non si sa quanto spontaneamente) al duca Francesco I Sforza 2.000 pertiche di terreno a sud della città ( il nucleo di quella che poi
sarebbe diventata la Tenuta della Sforzesca) ed insieme ad essi il naviglio ed altre rogge minori. Il duca con lettera del giugno 1463 incaricava Giovanni
Visconti, proprio familiare, di trasferirsi a Vigevano per migliorare i suoi fondi e terminare la costruzione del canale. Ma con la morte dello Sforza, avvenuta
tre anni dopo ( 1466 ), i lavori vennero interrotti. Il figlio Galeazzo Maria Sforza, che gli successe, allontanò Giovanni Visconti e donò il possedimento
dapprima a Carlino da Varese, suo gentiluomo di camera, quindi revocato tale donativo, con atto 31 dicembre 1475 regalava i fondi di Vigevano a Lucia
Marliana, contessa di Melzo. Però il fondo, non ebbe durante tutto questo periodo alcuna miglioria. Il completamento del naviglio si deve a Ludovico il
Moro che dal 1480 diventò di fatto unico padrone del Ducato di Milano, governandolo per alcuni anni a nome del nipotino minorenne Gian Galeazzo e poi
diventandone duca dal 1494.
VILLA REALE O CASSOLVECCHIO : l’abitato di Villareale ( oggi frazione di Cassolnovo ) corrisponde all'originario centro medioevale di Cassolo.
Quando nel 1360 venne fondata l’attuale Cassolo Nuovo, Cassolo cominciò ad essere chiamato Cassolvecchio. A Cassolo Vecchio esisteva un castello
ancora più grande e magnifico di quello superstite di Villanova ma fu distrutto con l'intero borgo dalle truppe di Galeazzo II° Visconti, nel 1359, per p aura di
perdere il dominio di Novara. Si dice che alcune delle colonne che adornavano il castello siano state riutilizzate più tardi da Ludovico il Moro per la Piazza
Ducale di Vigevano.
IL RAMO DEI PRATI : Il Fly Fishing Club di Vigevano - un'associazione di pescatori che pratica la pesca a mosca - da alcuni anni gestisce per conto
del Parco del Ticino lombardo il diritto esclusivo di pesca lungo il Ramo dei Prati, un corso d'acqua secondario ricco di risorgive che scorre parallelo al
fiume nei comuni di Cerano, Cassolnovo e Vigevano. Ormai da diversi anni il Ramo dei Prati ha subito uno scadimento della qualità delle sue acque a
causa dello scarico di una frazione delle acque provenienti dalla Roggia Cerana e dal Depuratore consortile di Cerano. Per porre rimedio a tale situazione
di degrado, l'associazione, con la partnership del Parco del Ticino e del Comune di Cassolnovo, ha predisposto un progetto di riqualificazione che alla fine
del 2009 ha ottenuto dalla Fondazione Cariplo un finanziamento di 110.000 Euro.
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