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PIANI DI GESTIONE SIC

 

I Piani di Gestione vigenti

 

La Regione Lombardia nel 2003 ha assegnato al Parco del Ticino la gestione dei 14 SIC presenti, del tutto o parzialmente, all’interno del suo territorio. Dal 2004 il Parco è stato inoltre riconosciuto come Ente gestore della ZPS Boschi del Ticino, la cui area coincide con quella a Parco Naturale.

Le Direttive “Habitat” ed “Uccelli” contengono un obbligo per le autorità nazionali di gestire i siti appartenenti a Rete Natura 2000 in una forma compatibile con i valori naturali che hanno portato alla loro designazione. A tale scopo le direttive CEE prevedono l’utilizzo di due strumenti principali: i Piani di gestione e la valutazione di incidenza.

 

Il primo Piano di gestione approvato dal Parco, con Delibera di Assemblea consortile del 13 luglio 2007, è stato quello dell’unico Sito di Importanza Comunitaria solo parzialmente compreso nel territorio del Parco:

 

 

SIC “Lago di Comabbio

 

All’interno del sito le criticità principali sono rappresentate dall’invasione delle specie vegetali esotiche, dai fenomeni di interrimento del lago di Comabbio e dall’antropizzazione delle sue sponde.

Gli obiettivi di gestione mirano in particolare alla ricostituzione e alla riqualificazione degli habitat legati alle zone umide, al contrasto alle specie vegetali e faunistiche esotiche presenti e al miglioramento della qualità delle acque lacustri attraverso interventi puntuali sugli scarichi esistenti.

 

Il Parco del Ticino ha presentato nel 2009 domanda di finanziamento alla Regione Lombardia, nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, al fine di reperire il necessario contributo per la redazione dei Piani di Gestione di altri cinque siti: Sorgenti del Rio capricciosa, Paludi di Arsago, Turbigaccio, Boschi di Castelletto e Lanca di Bernate, Garzaia della Cascina Portalupa, Boschi del Vignolo.

I piani sono stati approvati con Delibera n. 3 del 16 marzo 2011 dall’Assemblea Consortile del Parco.

 

SIC “Sorgenti del Rio Capricciosa”

 

All'interno dell'area SIC i problemi principali sono il fenomeno del deperimento dei querceti e l’abbandono dei prati che circondano la zona delle sorgenti, che determina l’invasione di tali aree da parte di specie esotiche, quali la robinia. Alle cause di deperimento delle querce autoctone, si aggiungono i lepidotteri defogliatori: (processionaria della quercia  e euprottide) che causano anche gravi problemi di salute pubblica.

Gli obiettivi del piano di gestione sono così riassumibili: conservazione dei boschi delle zone umide (ontaneti); ripristinare e favorire i querceti; favorire il mantenimento degli ambienti aperti e delle specie animali legate a tali ambienti; invecchiamento dei cedui di robinia, al fine di favorire le specie autoctone; l’incremento delle specie di avifauna tipiche degli ambienti umidi;mantenimento delle necromasse e miglioramento della qualità dell’habitat forestale in termini di disponibilità di siti di rifugio per la fauna; monitoraggio delle specie di fauna alloctone e delle specie problematiche.

 

SIC “Paludi di Arsago”

 

All'interno dell'area SIC i problemi principali sono il fenomeno del deperimento dei querceti, l’effetto barriera rappresentato dalla presenza dell’autostrada e l’invasione delle specie vegetali esotiche.

Obiettivi del piano di gestione sono la  conservazione delle aree umide e il miglioramento delle formazioni forestali; il mantenimento degli ambienti aperti e delle specie di fauna legate a tali ambienti; il miglioramento della disponibilità delle risorse trofiche per le specie animali; la ricerca scientifica; la sensibilizzazione e informazione della popolazione locale sugli obiettivi di conservazione del Sito.

 

SIC “Turbigaccio, Boschi di Castelletto e Lanca di Bernate”

 

Il sito ha tra i principali fattori di pressione la presenza di numerose infrastrutture (ferrovie, autostrade, elettrodotti e oleodotti che determinano un notevole disturbo e l’interruzione del corridoio ecologico rappresentato dai boschi del Ticino. All'interno dell'area SIC è inoltre evidente il fenomeno del deperimento dei popolamenti e un grave impatto determinato dalla presenza di cinghiali e  specie vegetali esotiche.

Il piano di gestione ha come obiettivi la conservazione degli habitat, il contenimento della diffusione di alloctone infestanti, l’eliminazione delle specie di fauna alloctona, attività di ricerca scientifica. Le azioni  previste per il raggiungimento di questi obiettivi sono il controllo delle esotiche, il ripristino della viabilità forestale, l’ampliamento della superficie canneto, il ripristino potenziale forestale nelle pertinenze dell'elettrodotto, attività di ricerca per la valutazione dei danni da cinghiale, il monitoraggio degli habitat e studio della flora e della vegetazione, il ripristino dell’area interessata da incendi boschivi, la conservazione delle orchidee. E ancora il monitoraggio e contenimento del cinghiale e dei relativi danni arrecati agli habitat naturali, il monitoraggio di Chirotteri e creazione di alberi-habitat e siti idonei per chirotteri e rapaci, il monitoraggio dello scoiattolo grigio, della nutria e degli invertebrati alloctoni, il ripristino della permeabilità ecologica in presenza delle infrastrutture, il monitoraggio della lontra, della martora e dell’avifauna lungo l’asta del Ticino, opere di mitigazione dell’effetto delle linee elettriche sull’avifauna, la realizzazione di siepi e filari nelle aree agricole.

 

SIC “Garzaia della Cascina Portalupa”

 

Questo sito è caratterizzato dalla presenza di bosco di ontani ove nidificano aironi di varie specie. Pertanto gli obiettivi principali del piano di gestione sono il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente dell’ontaneto, la gestione della risorgiva che lo alimenta, il contenimento delle specie esotiche, un’eventuale ampliamento dell’area boschiva al fine di aumentare la superficie idonea alla nidificazione, interventi mirati di manutenzione e sfalcio di canali, l’incremento della biodiversità nelle risaie.

 

 

SIC “Boschi del Vignolo”

 

I fattori di  pressione del SIC sono rappresentati dalle variazioni degli apporti idrici alle zone umide che caratterizzano quest’area, dalle modifiche  tecniche di coltivazione del riso, dalla contaminazione chimica e dalla presenza di specie alloctone infestanti. Gli obiettivi principali del piano di gestione sono il mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente dell’ontaneto, la gestione delle risorgive , il contenimento delle specie esotiche (Robinia pseudoacacia), il monitoraggio dello stato di conservazione, la conservazione di specie rare e minacciate e la conservazione della biodiversità nelle risaie e nelle marcite.

 

 

Grazie ai finanziamenti della Fondazione Cariplo il Parco sta altresì provvedendo alla stesura dei Piani di gestione dei SIC  “Boschi Siro Negri e Moriano” e “Boschi di Vaccarizza” e del Piano stralcio della ZPS “Boschi del Ticino” – tratto pavese.

E’ stata inoltre recentemente presentata richiesta alla Regione Lombardia per ottenere un finanziamento finalizzato alla stesura del Piano di gestione del SIC “Brughiera del Dosso”.

 

 

Dal momento che le azioni previste dai Piani di gestione determinano oneri finanziari per gli enti gestori l’Unione Europea prevede la possibilità di finanziamenti comunitari che costituiscono un sostegno chiave per incrementare la realizzazione delle misure volte al mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat e delle specie prioritarie del sito in questione.

L’orientamento recente della Regione Lombardia va anch’esso nella direzione di sostenere gli Enti gestori attraverso la previsione di misure di finanziamento destinate, in via prioritaria, all’attuazione delle strategie e delle azioni di gestione previste dai Piani di gestione dei Siti Natura 2000.

Si citano a tal proposito i finanziamenti regionali concessi, ai sensi della L.R. 86/83, per la realizzazione di azioni contemplate dai piani di gestione approvati dei Siti Natura 2000 a cui anche il Parco ha avuto accesso per condurre, nel caso specifico, una serie di interventi sul SIC Lago di Comabbio per  la riqualificazione ed il ripristino delle fasce di canneto e lamineto,  il risanamento delle acque del lago e il contrasto alla diffusione di specie floristiche e faunistiche esotiche particolarmente invasive.

 

A queste forme di finanziamento si aggiungono altre linee a cui è possibile accedere, una volta approvati i Piani di gestione, fra queste si citano i bandi proposti dalle fondazioni bancarie, i progetti LIFE e le misure del Piano di Sviluppo Rurale.